Quando si parla di impianti elettrici domestici bisogna avere la conoscenza necessaria a capire i dispositivi presenti nel proprio impianto.
Partiamo da dove parte il nostro impianto domestico: il contatore
Il contatore, installato da proprio fornitore di corrente elettrica è un dispositivo in grado di leggere la quantità di corrente utilizzata (espressa in Kilowatt\ora) ed è tarato ad una certa potenza (espressa da contratto) di solito di 3.5 Kwatt, superata questa soglia per più del tempo permesso dal contatore l’interruttore in basso al contattore scatta, perciò bisogna riattivarlo manualmente oppure, come in foto, esistono in commercio dei riattivatori composti da un sensore e da un motorino: appena l’interruttore scatta la fune che collega l’interruttore al riattivatore si abbassa ed un motorino la riavvolge sollevando l’interruttore. Questi dispositivi funzionano a batteria.
IL MAGNETOTERMICO
Questo dispositivo si “accorge” dei cortocircuiti togliendo corrente in tal caso. Su di essi è espressa un valore che ne indica l’intensità di corrente massima (in A) di solito per le prese è di 16A, per le luci è di 10A.
IL DIFFERENZIALE
E’ il dispositivo chiave per la nostra sicurezza, lui rileva la differenza di potenziale (Volt) tra un capo e l’altro, quando un dispositivo va a “massa”, vale a dire che uno dei due fili che lo alimentano toccano il terzo (messa a terra colore giallo e verde) questo interruttore interrompe immediatamente il passaggio di corrente, salvando, talvolta, il malcapitato. Per mantenere però l’interruttore reattivo bisogna, ogni mese, premere il tasto T (o TEST) presente su di esso, esso genera un falso allarme che teoricamente dovrebbe farlo scattare, se non avviene ciò sostituire subito l’interruttore, vuol dire che non è più in grado di proteggerci!